TAV

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Domande e risposte sul TAV

Lotto 1, Lotto 2, Lotto 3… cosa sono?

L’attraversamento di Vicenza è stato diviso, per qualche motivo, in tre progetti separati che separate hanno anche, per esempio, le valutazioni di impatto ambientale (rendendo forse più difficile capire l’impatto complessivo dell’opera). I cantieri che più riguardano l’area comunale vera e propria di Vicenza sono quelli del Lotto 2.

Il Lotto 2 prevede il raddoppio dei binari della ferrovia per 6,2 kilometri ai quali si sommeranno però 30 kilometri di nuove strade asfaltate, alla faccia della motivazione di ridurre il traffico “su gomma”.

Ma il treno non è ecologico?

Possiamo rispondere a questa domanda guardandola da diversi punti di vista:

  1. Il treno è ecologico se riduce il traffico “su gomma”, cioè se tanta gente decide di usarlo al posto della macchina, oppure se tante merci vengono trasportate su treno invece che su camion. Il costo dei biglietti dei treni ad alta velocità tuttavia è elevato e non alla portata di una importante porzione di pendolari (qui si parla di un rapporto 1 a 15 tra chi viaggia in Frecciarossa e chi sui regionali, vedere anche la figura qui a destra). Se l’obiettivo fosse quello di ridurre il traffico sulle strade sarebbe stato meglio un potenziamento delle tratte regionali.
    • Un ragionamento simile si trova anche in chiusura a questo articolo del 24 novembre 2025 che aggiorna sullo stato dei lavori dei tre lotti: la grande maggioranza degli spostamenti in Italia riguarda tratte brevi, sotto i 10km.
  2. Per il raddoppio di 6,2 chilometri di binari verranno costruiti 30 chilometri di strade. Dove ci sono strade c’è traffico.
  3. Il traffico dovuto ai lavori nei cantieri sarà elevato, con picchi di 40 mezzi pesanti all’ora previsti nei mesi più intensi dei lavori (Internazionale parla di 500 camion al giorno). L’impatto di questo tipo di traffico (emissioni, usura delle strade, ecc.) non scomparirà con la fine dei cantieri. Un articolo del Fatto Quotidiano del 2019 discute un punto simile nel contesto del TAV Torino – Lione.

Questo grafico mostra la sproporzione tra l’utilizzo di treni regionali e ad alta velocità (fonte: rapporto “Pendolaria 2024” di Legambiente)

Che inquinamento generano questi lavori?

  • Atmosferico: le lavorazioni dei cantieri del TAV porteranno ad un aumento previsto delle medie giornaliere delle polveri sottili PM10 fino a 10 microgrammi al metro cubo. Il parere dei medici di ISDE è che questo comporti un aumento certo dei rischi legati al cancro polmonare e alla mammella, ictus e infarti e danni alla salute generale, soprattutto di bambine e bambini (fonte: “Tav a Vicenza? «Una città fatta a fette e tagliata in due»“, VicenzaToday (13 aprile 2025)).
  • Acustico: le lavorazioni eccedono i limiti di rumorosità stabiliti dalla legge, tanto che IRICAV ha dovuto chiedere deroga (cioè, autorizzazione a superare i limiti) proprio sui rumori dei cantieri al Comune di Vicenza. Il Comune ha concesso questa deroga (giugno 2025) nonostante questa possibilità non fosse prevista dal regolamento comunale. Su questo tema abbiamo avviato un ricorso, approfindisci qui e alla pagina dei documenti.
  • Idrologico: il territorio di Vicenza è ampiamente soggetto ad inquinamento da PFAS. La relazione cantieri TAV – PFAS può essere riassunta in tre punti:
    • I cantieri consumano una quantità d’acqua stimata a 360.000 litri al giorno, anche in zone soggette a contaminazione da PFAS. In caso di nebulizzazione (per esempio per gli spruzzamenti usati per controllare la diffusione delle polveri), i PFAS possono venire trasportati nell’aria (anche a grandi distanze), diffondendosi ulteriormente.
    • Le trivellazioni rischiano di mettere a contatto le falde inquinate con quelle non inquinate (compromettendo irrimediabilmente queste ultime).
    • In alcune lavorazioni dei cantieri vengono impiegati additivi del calcestruzzo che contengono PFAS.

Quali vantaggi porterebbe il TAV?

Il guadagno in termini di tempo di questa nuova linea sarà molto ridotto. I treni non potranno viaggiare a velocità superiori ai 160 chilometri all’ora (contro i 300 chilometri all’ora che sarebbero raggiungibili normalmente da questi treni), a causa della poca distanza tra le stazioni.

Il guadagno di tempo previsto per la tratta Milano – Vicenza è di 5 minuti (fonte: Wu Ming 1, “Un viaggio che non promettiamo breve” (Einaudi, 2016), disponibile qui). Altre fonti citano 10-12 minuti sempre per la tratta Milano – Vicenza sottolineando però che la costruzione di strade e parcheggi a contorno del TAV incentiverà più l’uso di auto che dei treni.

Qual è l’alternativa?

Sosteniamo l’opzione zero, che prevede un ammodernamento tecnologico (ERTMS) che permetterebbe di raggiungere l’obiettivo di  aumentare la capacità della linea ferroviaria senza devastare il territorio.

Allora, perché escluderla? La risposta che ci è stata data (durante le assemblee pubbliche indette per discutere delle ipotesi di progetto per il passaggio del TAV a Vicenza Est, Lotto 3) è che quest’alternativa “non garantisce l’aumento della capacità atteso”: se le tratte prima e dopo Vicenza hanno quattro binari, il fatto che nella nostra città ce ne siano solo due creerebbe un rallentamento del traffico ferroviario.

Questa giustificazione però non regge, poiché, in ogni caso, a Vicenza (in Viale del Risorgimento, per un tratto di 600 metri) essendo la linea in trincea e la zona tutelata storicamente, il raddoppio dei binari non è comunque possibile. L’attuale progetto TAV  relativo al tratto ad ovest (“Attraversamento Vicenza”, Lotto 2) prevede, per questo tratto di 600 mt, che ai soli treni Alta Velocità venga dedicata la coppia di binari esistenti verso Padova e che i treni regionali e i treni merci camminino sulla esistente linea per Schio e Treviso, creando per la mobilità regionale un vero collo di bottiglia!

RFI ha scartato l’opzione zero, giustificando la scelta con la “sensibile riduzione della capacità infrastrutturale” causata dal non raddoppio dei binari a Vicenza. Alla nostra domanda di indicare i numeri dello studio sulla base dei è stata effettuata questa scelta, i tecnici RFI non hanno saputo rispondere anzi hanno ammesso che questi numeri non ci sono.

Perché avrebbero dovuto abbattere il bosco Lanerossi?

Circa 11.000 metri quadrati del bosco sarebbero stati abbattuti e rimpiazzati da una spianata di terra battuta e cemento per creare un’area di cantiere temporanea. Dopo aver recuperato i documenti da degli accessi agli atti abbiamo scoperto che chi doveva valutare le aree non era neanche entrato, declassando i boschi a “aree di basso valore ecosistemico in cui sono presenti carpini e pioppi”, facendosi così sfuggire molte specie e diversi alberi secolari tra cui il famoso Liquidambar Styraciflua, che ha le caratteristiche per diventare albero monumentale.

Ad oggi, il bosco è salvo ed è diventato di proprietà del comune. La nuova strada dell’Arsenale correra lungo il suo lato nord.

Perché abbatteranno il bosco di Cà Alte?

Il bosco di Cà Alte dovrà essere abbattuto per ospitare un’area di cantiere prima e in seguito il viadotto (cavalcaferrovia) che da Via Maganza porterà a Viale San Lazzaro.

Il rendering del cavalcaferrovia mostrato qui viene dalla pubblicazione “La città di Vicenza” (marzo 2025), prodotta dal comune.