11 ottobre 2025 – Dopo forti rumori prodotti nel maggio 2025 a causa dell’infissione di palancole nei cantieri TAV ci siamo mobilitati ed informati. Approfondendo abbiamo capito che le lavorazioni facevano parte di un campo prova per andare a misurare l’impatto dell’inquinamento acustico dei cantieri situati in mezzo alla città molto vicino alle case delle persone.
A seguito di questo campo di prova l’amministrazione comunale, a nostro avviso con una procedura irregolare, ha concesso la stessa deroga per il superamento del limite massimo di decibel consentito dalla legge al Consorzio IRICAV 2. Questo livello di decibel pari a 60 notturni e 70 diurni è considerato insostenibile e dannoso per la qualità della vita delle persone anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Le persone che vivono tra viale Fusinato, i Ferrovieri e San Felice sono state esposte a rumori e vibrazioni forti e dannose per la salute. Come se non bastasse, i tecnici a cui abbiamo commissionato un ulteriore studio sulla relazione del campo hanno evidenziato che i limiti concessi per deroga dal Comune sono stati ampiamente superati, esponendo la cittadinanza a rumori ben più forti dei 60 decibel previsti durante la notte.
Abbiamo deciso così di intraprendere delle azioni legali di tutela della popolazione esposta ai rumori, impugnando il ricorso al Tar del Veneto come prima cosa la deroga emessa dall’amministrazione comunale che consente a IRICAV 2 di piantare palancole in ferrovia in piena notte.
Motivi principali del ricorso in sintesi:
1. Mancanza di un regolamento comunale sul rumore
La legge prevede che ogni Comune debba avere un regolamento per gestire e limitare i rumori dei cantieri. Vicenza non ha mai approvato questo regolamento, quindi non potrebbe concedere autorizzazioni “in deroga” ai limiti acustici. Per i ricorrenti, questo rende gli atti comunali illegittimi alla base.
2. Confusione tra piano acustico e regolamento
Il Comune potrebbe sostenere che il proprio “piano di classificazione acustica” valga come regolamento. I ricorrenti contestano questa idea: il piano serve solo a dividere il territorio in zone più o meno sensibili al rumore, non a fissare regole o limiti di deroga.
3. Deroghe concesse anche per la notte
Le autorizzazioni permettono lavori rumorosi tutti i giorni, 24 ore su 24, anche tra le 22:00 e le 6:00. La legge regionale però dice che i lavori con macchinari rumorosi devono fermarsi alle 19:00, e deroghe notturne si possono fare solo se previste da un regolamento comunale (che Vicenza non ha). Quindi la deroga notturna è fuori legge.
4. Rumori insopportabili e contraddizioni interne
Le stesse autorizzazioni chiedono di rispettare la “normale tollerabilità” prevista dal Codice Civile, ma poi fissano limiti di rumore (60 dB di notte) ben oltre il sopportabile per una zona residenziale. Ad esempio, l’infissione delle palancole (una delle attività più rumorose) può generare un rumore di circa 70 dB a 100 metri di distanza, cioè più di 1.000 volte il livello di rumore di fondo.
5. Barriere fonoassorbenti inutili
Il Comune e IRICAV prevedono barriere per limitare il rumore, ma secondo i tecnici dei ricorrenti queste non servono a nulla, perché le macchine rumorose lavorano molto più in alto delle barriere (anche 10 metri contro barriere alte solo 3). Quindi le “misure per ridurre i disturbi” sono solo formali, non efficaci.
6. Autorizzazione rilasciata senza un’adeguata istruttoria
I rilievi tecnici (anche dell’ARPAV) mostrano che i limiti fissati dal Comune verranno superati facilmente, soprattutto di notte. Nonostante ciò, il Comune ha comunque concesso la deroga, senza motivare né dimostrare che i limiti possano essere rispettati.














