8 luglio 2025 – Il bosco di Ca’ Alte, destinato ad essere raso al suolo dai cantieri del Tav, è stato difeso da circa 200 attiviste durante le operazioni di sgombero delle forze di polizia e di Iricav 2.
Nonostante l’imponente dispiegamento di forze, la resistenza non si è piegata.
Le attiviste sono ancora barricate nel bosco di Ca’ Alte e l’intervento delle forze di polizia e di Iricav 2 si è fermato all’argine del fiume, dove sono iniziate le opere di cantierizzazione.
Le operazioni di sgombero sono durate più di sei ore. Da giorni le attiviste si erano organizzate per resistere. Dall’alba di oggi alcune di loro si sono incatenate ai cancelli di accesso, altre si sono arrampicate sulle piattaforme sopraelevate e si sono posizionate su tre barricate costruite nei mesi precedenti.
Dalle 9 di mattina le forze dell’ordine hanno iniziato a rimuovere le attiviste incatenate ai cancelli di Ca’ Alte, dove il varco per permettere l’accesso ai vigili del fuoco è stato aperto con delle motoseghe.
Verso le 12 le prime piattaforme sopraelevate sono state sgomberate. Poco dopo una ruspa ha sfondato definitivamente il cancello, aprendo la strada che porta all’interno del bosco. Alcune attiviste sono state portate in questura.
Alle 14, abbattute le ultime piattaforme, la celere in assetto antisommossa ha attaccato il presidio interno con un idrante. Dopo un’ora di resistenza le attiviste si sono rifugiate nel bosco che stanno ancora difendendo.
Voi il cemento che avanza, noi la natura che resiste!














